venerdì 23 gennaio 2009

I Minardo a Modica: petrolio, editoria, turismo e politica


A Modica chi non conosce la famiglia Minardo? Si proprio lei, la famiglia del petroliere, dell’imprenditore spuntato dal nulla “grazie alle proprie fatiche”, la famiglia dell’Onorevole Nino Minardo. Il gruppo familiare dei Minardo è senza dubbio una delle famiglie più importanti e potenti di tutta la Sicilia e soprattutto di quella Sud Orientale. I Minardo hanno le mani ovunque, nell’economia della città, nel turismo, nell’editoria e in politica; questi sono tutti poteri che vanno a braccio tra di loro, ognuno è indispensabile per l’altro. Se non c’è l’azione politica non ci può essere l’avanzamento economico, mentre se non c’è l’editoria e la pubblicità non ci può essere l’attività turistica. Dunque questa famiglia a Modica muove l’economia della città, ma in che modo? Forse “l’obbiettivo principale” è fare del bene verso i modicani, creargli posti di lavoro, forse è cementificare, costruire ovunque si vuole, far “girare” l’economia. Il Gruppo Minardo è a capo di alcune iniziative volte alla costruzione e alla creazione di siti turistici ricettivi, con precisione sono ben quattro. L’Albergo Gisirella Quattro Stelle, la cui autorizzazione è stata rilasciata alla società del gruppo Beauty Relax S.r.l., con sede a Modica in Via Resistenza Partigiana 55. A quest’ultima società è stata rilasciata anche l’autorizzazione per la costruzione dell’ Albergo Treppiedi Quattro Stelle. Altre due strutture ricettive dovrebbero sorgere in Contrada Ciarciolo Maganuco e in Via del Laghetto, entrambe le strutture nasceranno a Marina di Modica. Questa volta però le autorizzazioni sono state rilasciate alla società PortoSalvo2 S. r. l., dando vita al Villaggio Albergo Portosalvo Cinque Stelle e all’Albergo Itaparica Quattro stelle. Venendo a conoscenza di queste iniziative “economiche – turistiche – politiche – imprenditoriali” sorge una domanda: ma esiste una cosi ampia domanda destinata alle strutture ricettive, soprattutto di questo livello, nel nostro territorio? La risposta verrà sola. Per quanto riguarda l’attività giornalistica che produce il Gruppo Minardo ci sono diverse lacune. Tali “imperfezioni” sono date dal fatto che il gruppo che gestisce le attività televisive e d’informazione, essendo sotto le retini dei Minardo, come fa a produrre notizie e informazione libere da ogni gioco politico ed economico? Basta guardare alcuni servizi di Video Regione per capire come l’imparzialità, la correttezza e la libertà sono principi e valori da loro sconosciuti. Esiste una divulgazione informativa controllata e mirata al raggiungimento di determinati scopi legati alle attività della famiglia che affogano e uccidono la vera realtà. Rosario Minardo, l’ex bidello e adesso “u petrolieri”, sta mettendo su una vera organizzazione con fini ben precisi, cioè quelli di produrre sempre più profitti non guardando in faccia nessuno, non preoccupandosi di costruire e cementificare a ridosso delle spiagge. E’ nato un vero mostro. A tutto questo si aggiunge l’attività imprenditoriale petrolifera attraverso la gestione della Giap. Questa società oggi è presente su tutto il territorio nazionale, ma è nel territorio siciliano con più di 210 punti vendita che ha messo in risalto la propria leadership. L’attività, cominciata in provincia di Ragusa, si è oggi affermata in tutto il resto dell’isola, in Campania e in Calabria. Questa laboriosità ha avuto inizio negli anni ’70, periodo in cui Rosario Minardo si avvicinava alla commercializzazione di carburanti, ma che trova i primi (e forse gli unici) ostacoli di tipo burocratico a Palermo alla Regione Siciliana. Nel capoluogo siciliano l’intoppo che limita l’avanzamento di Minardo, si chiama Giovanni Bonsignore, il quale il 9 Maggio 1978 viene ucciso. Proprio in quel periodo, anche grazie all'accordo stipulato con Tamoli, la Giap esalta la propria forza. Ma come già accennato il potere caratterizzante della famiglia Minardo è anche quello politico, rappresentato dal figlio Nino. L’Onorevole è stato eletto alla Camera dei Deputati nella lista del Partito delle Libertà, dunque il filo che collega “l’impero Minardiano” con le stanze del potere è molto resistente.

Francesco Ruta

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